
Le indistinte ombre del tempo
sono calde
sotto lunghe file di cucchiai sedentari,
mentre io le mani asciugo
su ricalchi di fobie svaporanti.
Io le mani esilio
sobbalzando in fibre di ignara secchezza
e gengive forti sento
dove pende una lenta incubazione
di vertigine.
Sono attratta dall’incredulo sbadiglio vagabondo e dal senso di approdo
che il termine pelle proclama.
Io le mani sporgo
[desiderio di stringere a me].


Il testo poetico Le indistinte ombre del tempo costituisce il fulcro della performance intitolata Lunghe le mani sfilate dal suolo. Quest’ultima è stata più volte impiegata come preludio per programmi concertistici o per reading.
https://youtu.be/nImbE6fkAQg?si=0raMlDMVIgkgksPe


