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Articolo apparso su http://www.comunicazioneinform.it link diretto https://comunicazioneinform.it/argentina-exfoliacion2-di-anna-laura-longo-al-museo-di-arte-moderna-di-buenos-aires/ BUENOS AIRES – La Biblioteca del Museo di Arte Moderna di Buenos Aires (MAMBA) è uno spazio di apprendimento, di partecipazione e scambio.  Fu creata negli anni ’60, pochi anni dopo la fondazione del Museo, con la missione di raccogliere, conservare, organizzare e diffondere il patrimonio bibliografico, giornalistico…

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Exfoliación2 nel Museo Moderno di Buenos Aires

Articolo apparso su http://www.comunicazioneinform.it

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https://comunicazioneinform.it/argentina-exfoliacion2-di-anna-laura-longo-al-museo-di-arte-moderna-di-buenos-aires/

BUENOS AIRES – La Biblioteca del Museo di Arte Moderna di Buenos Aires (MAMBA) è uno spazio di apprendimento, di partecipazione e scambio.  Fu creata negli anni ’60, pochi anni dopo la fondazione del Museo, con la missione di raccogliere, conservare, organizzare e diffondere il patrimonio bibliografico, giornalistico e documentario specializzato nelle arti visive del XX e XXI secolo. In questo contesto si ritrova attualmente in visione un esemplare di Exfoliación2, opera di Anna Laura Longo –  pianista, performer, poeta, saggista , artista visiva – che porta avanti un lavoro di integrazione lucida e meticolosa tra arti visive, parole, suoni e gestualità.  L’artista è solita far riferimento alla dicitura “fragranza del gesto” in relazione alle sue azioni artistiche integrate e si interessa, da tempo, a un gesto definito inedito e significativo, di tipo performativo, musicale e poetico. In questo caso è stata creata un’operazione di decostruzione della scrittura – “decostruzione blanda” afferma Longo- per condurre in direzione di un elogio dell’aspetto residuale o micro-residuale riguardante la parola. Nelle pagine approntate viene infatti affrontato il tema della corposità e della presenza oggettuale, che si traduce in un insieme di inserti materici veri e propri, con ruoli protagonistici. Vengono dunque sistemati e sistematizzati, grazie alla tecnica del collage, dei residui grumosi dalle forme accattivanti, disposti magistralmente e con grandi margini di variabilità. Come risultato abbiamo delle scritture residuali, dai numerosi risvolti reconditi. Va ricordato d’altra parte che, in ognuno dei volumi di ricerca poetica pubblicati dall’autrice (cinque a tutt’oggi), venivano regolarmente situati sulle pagine degli elementi in rilievo, tali da poter ricondurre alla nozione di poesia oggettuale, a sua volta avvicinabile ad alcuni filoni delle ricerche verbo-visive. Pongo, fili, garze, elastici, aghi, fissati accanto ai testi poetici, già nel volume d’esordio, assumevano le forme di inserzioni volumetriche pronte a generare sorprese, antesignane di quelle che sono le ricerche attuali. Exfoliacion2 si ricollega a una performance omonima, che prevede una sessione pianistica vera e propria e una sessione prettamente gestuale, con un approfondimento significativo dello spazio nei termini di una presenza silenziosa.  L’azione performativa costituisce un preambolo, un vero e proprio antecedente rispetto al lavoro di tipo visivo, da esperire in forma diretta. La Biblioteca conta attualmente più di 7.000 volumi, tra saggi teorici, cataloghi di mostre museali e di gallerie private, oltre a materiali per la divulgazione di eventi e progetti artistici svariati. Inoltre, si possono trovare in loco tutte le pubblicazioni edite dal Museo, dalla sua creazione fino ai giorni nostri.


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