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Arte visiva, suono e scrittura si incontrano in un’opera multisensoriale acquisita dalla Biblioteca della Facultad de Bellas Artes dell’Università Politecnica. __________________________________- L’artista e performer Anna Laura Longo approda all’Universitat Politècnica de València con un lavoro che intreccia ricerca visiva, sperimentazione sonora e scrittura. Un progetto che conferma l’interesse crescente delle istituzioni accademiche europee verso le…

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Arte visiva, suono e scrittura: Anna Laura Longo nell’Universitat Politécnica UPV di Valencia

Arte visiva, suono e scrittura si incontrano in un’opera multisensoriale acquisita dalla Biblioteca della Facultad de Bellas Artes dell’Università Politecnica.

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L’artista e performer Anna Laura Longo approda all’Universitat Politècnica de València con un lavoro che intreccia ricerca visiva, sperimentazione sonora e scrittura. Un progetto che conferma l’interesse crescente delle istituzioni accademiche europee verso le pratiche artistiche interdisciplinari e le forme espressive capaci di coinvolgere simultaneamente più dimensioni percettive.

L’Universitat Politècnica de València arricchisce il proprio patrimonio culturale con l’acquisizione di Materializaciones poéticas / El residuo es Forma, opera dell’artista, pianista e performer Anna Laura Longo, oggi collocata presso la Biblioteca della Facultad de Bellas Artes. L’iniziativa rappresenta una nuova tappa internazionale nel percorso di ricerca dell’autrice, il cui lavoro era stato recentemente presentato con riscontri positivi anche nell’ambito di un congresso interdisciplinare organizzato dall’Universidad Autónoma de Madrid.
La presenza dell’opera in un contesto universitario dedicato alla formazione artistica non è casuale. Da anni le accademie e i centri di ricerca europei guardano con crescente attenzione alle pratiche che superano i confini tradizionali tra discipline, favorendo l’incontro tra arti visive, musica, scrittura, performance e nuove forme di sperimentazione percettiva. Il lavoro di Longo si inserisce pienamente in questa prospettiva, proponendo un linguaggio che rifiuta le compartimentazioni convenzionali e costruisce un dialogo costante tra differenti modalità espressive.

Il percorso dell’artista si sviluppa infatti attraverso una pluralità di esperienze che comprendono la pratica pianistica, la performance, la scrittura e la produzione artistico-visiva. La sua ricerca si fonda sulla combinazione di elementi sonori, testuali e materici che vengono assemblati in configurazioni sempre nuove, spesso caratterizzate da una forte componente organica e sperimentale. In questa dimensione il gesto creativo assume la forma di un continuo attraversamento di linguaggi, nel quale nessuna disciplina mantiene una posizione dominante rispetto alle altre.

Uno degli aspetti più caratteristici della sua produzione riguarda la costruzione di strutture e volumetrie visive realizzate attraverso materiali eterogenei, disposte su supporti differenti e concepite come elementi integrati a una più ampia esperienza sensoriale. Il risultato è un sistema di relazioni in cui la componente visiva dialoga con quella sonora e tattile, generando opere che non si limitano a essere osservate, ma invitano a un coinvolgimento percettivo più ampio.

La riflessione sulla multisensorialità rappresenta uno dei temi centrali dell’arte contemporanea degli ultimi decenni. A partire dalle avanguardie storiche del Novecento, numerosi artisti hanno cercato di superare la separazione tra i sensi, immaginando forme espressive capaci di coinvolgere simultaneamente vista, udito e tatto. Le ricerche sulla sinestesia, già presenti negli studi di Wassily Kandinsky e successivamente sviluppate in ambito musicale, performativo e digitale, hanno aperto la strada a una concezione dell’opera come esperienza complessa e immersiva. È proprio in questa tradizione che si colloca il lavoro di Longo, pur sviluppando una poetica personale e autonoma.

Secondo la sua impostazione, l’opera artistica può favorire l’attivazione di risposte sensoriali e mnemoniche che coinvolgono simultaneamente differenti livelli dell’esperienza. La memoria, il corpo e la percezione vengono chiamati a interagire in un processo che mette continuamente in relazione opposti e contrasti: temporalità e atemporalità, realtà e immaginazione, levigatezza e asperità. Questa dialettica attraversa tanto la dimensione visiva quanto quella sonora, dove particolare attenzione viene riservata alla qualità materica del suono e alla sua capacità di generare immagini mentali.

Anche il pianoforte, strumento centrale nella formazione dell’artista, viene utilizzato in una prospettiva estesa. La ricerca non si limita infatti all’esecuzione musicale tradizionale, ma esplora le possibilità offerte dalla manipolazione timbrica, dalla sperimentazione sulla texture sonora e dall’interazione tra gesto performativo e costruzione visiva. L’atto musicale diventa così parte integrante di una progettazione più ampia che coinvolge spazio, materia e percezione.

Negli ultimi anni Longo ha sviluppato un interesse particolare per il concetto di co-evoluzione dei linguaggi artistici. Il dialogo tra differenti sistemi espressivi non viene concepito come semplice contaminazione, ma come un processo di trasformazione reciproca capace di ampliare le possibilità dell’esperienza estetica. In questa prospettiva assumono rilievo anche la digressione come metodo creativo, il ribaltamento concettuale e la ricerca di connessioni trasversali tra differenti estetiche.

L’obiettivo dichiarato non è quello di introdurre un cambiamento superficiale nei modi di percepire o interpretare l’opera, ma di favorire una trasformazione più profonda dei processi mentali. Le sue opere intendono predisporre lo spettatore a una dimensione metamorfica, nella quale le categorie abituali vengono sospese per lasciare spazio a nuove forme di relazione tra pensiero, memoria e sensazione.

In questo contesto si colloca Materializaciones poéticas / El residuo es Forma, il lavoro oggi presente a Valencia. L’opera si accompagna a una composizione pianistica sperimentale preregistrata che può essere ascoltata direttamente nel luogo dell’installazione. La combinazione tra componente visiva e dimensione sonora produce una stratificazione percettiva che costituisce il cuore del progetto, trasformando la fruizione in un’esperienza audio-visiva integrata.

L’approdo dell’opera presso la Biblioteca della Facultad de Bellas Artes assume così un significato che va oltre la semplice acquisizione. In uno spazio dedicato allo studio, alla ricerca e alla formazione artistica, il lavoro di Anna Laura Longo diventa testimonianza di una tendenza sempre più rilevante nella cultura contemporanea: la ricerca di linguaggi capaci di attraversare discipline diverse e di mettere in comunicazione percezione, conoscenza e memoria. Un percorso che continua a interrogare il rapporto tra ciò che vediamo, ciò che ascoltiamo e ciò che ricordiamo, restituendo all’esperienza estetica una dimensione complessa e profondamente umana.

L’articolo è stato pubblicato su experiences.it in data 17/06/2026


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