
𝓛𝓮 𝓼𝓹𝓪𝓵𝓵𝓮 𝓿𝓸𝓵𝓮𝓿𝓪𝓷𝓸 𝓮𝓼𝓼𝓮𝓻𝓮 𝓪𝓬𝓬𝓸𝓼𝓽𝓪𝓽𝓮 𝓪𝓵 𝓼𝓸𝓰𝓷𝓸
𝓬𝓸𝓶𝓮 𝓶𝓪𝓰𝓱𝓮 𝓼𝓬𝓸𝓽𝓽𝓪𝓷𝓽𝓲 𝓹𝓮𝓻 𝓮𝓼𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓾𝓷 𝓭𝓸𝓷𝓸.
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Risultati di un itinerario performativo, a partire da substrati poetici
(tra intenzionalità, calibratura e fermezza del gesto)
Materializzazioni poetiche è il titolo di un libro-organismo polimaterico, che mira a creare una fondamentale rivisitazione dell’atto scrittorio.
La gestualità e le molteplici significazioni legate alla scrittura stessa (dunque i suoi esiti) si apprestano a subire una metamorfosi sostanziale. La dicitura impiegata per questo tipo di vicenda composita è quella di Neo- scritture epidermiche. Quello che viene ad essere prefigurato è un vero e proprio poema residuale in espansione.
All’origine si colloca un gesto performativo di particolare incisività. L’oggetto libro che ne deriva (ovvero libro-organismo) non è altro che la traccia testimoniale e corposa dell’azione suddetta, quasi un post-ludio o un condensato.
Va sottolineato come il gesto artistico sia da intendersi pienamente configurato già a monte, nell’atto stesso di stesura atipica del materiale gelatinoso, nella sua messa in forma, nella sua strutturazione (e nella conseguente e radicale riconfigurazione) Improntata a mutevolezza e, ancora, nel distacco dall’epidermide. Si tratta propriamente di un gesto “liberato” e non soltanto compiuto.
Esso viene offerto in una forma quasi trasfigurata. Il dono, a cui si fa riferimento nei versi di ispirazione (posti all’inizio), trova una consistenza proprio nei margini e nella sostanza di quel gesto, non soltanto nel risultato meramente oggettuale.
La parola, anche nella sua metamorfosi e concretizzazione “altra” è proiettata energicamente verso l’esterno, ma è pronta a sviluppare un attingimento possibile verso l’interno.
Il tentativo di dissolvimento della parola prefigura un nuovo radicamento.
Naturalmente tale dissolvimento e ri-generazione (energetica) riguarda anche il suono e il “musicabile”.
L’azione, a tutti gli effetti, viene condotta e dirottata anche sul piano segnatamente sonoro e restituita in questa forma ulteriore e giustappositiva.
Nelle raccolte poetiche prodotte e pubblicate nel corso del tempo è stato costantemente presente un criterio riassumibile con l’espressione “vibrazione estesa” della parola e riconducibile alla nozione di fibrillazione poetica.
La rivalutazione dell’istante sorgivo riguardante l’azione
L’apporto gestuale che dà forma all’azione performativa, già nell’istante sorgivo, non fa altro che rispondere a una marcata intenzionalità.
Trattasi di un’intenzionalità sicuramente “aperta” che, a sua volta, va a rendere manifesta una volontà di totale defunzionalizzazione della pratica esfoliante (o esfoliativa). Quest’ultima andrà vista infatti in una forma poetica del tutto a sé stante. In ogni caso tale pratica potrà essere considerata un veicolo per l’assunzione di una nuova responsabilità momentanea, sicché si ritroverà ad essere circondata di un inedito valore simbolico, artistico-visivo e propriamente sonoro.
C’è una distinzione da fare tra l’atto performativo realizzato sul volto (e su parti corporee diversificate) e l’atto performativo che ha luogo invece collocandosi – sempre in veste performativa- a ridosso del pianoforte, per dar forma a un’inusitata prassi pianistica, dove la mano (il palmo, le nocche, i polpastrelli), il polso,l’avambraccio e le spalle si ammantano di un valore ulteriore, poiché si sviluppa un effettivo potenziamento in virtù dell’azione scenica predisposta.
È il processo visto nell’insieme che tenderà a restituire, tuttavia, la sua compiutezza.
L’intenzionalità suddetta e la matrice trasformativa, unite per l’appunto al gesto fattivo, rendono possibile la determinazione di una transizione saliente, che conduce dalla presenza di un semplice sub-strato poetico (riconducibile a un processo anche mentale e puramente ideale) all’affioramento poetico materico, concreto e pertanto tangibile, quindi a una costruzione e a un’apparizione in forma di arcipelaghi, per lo più difformi.
Tali arcipelaghi racchiudono in fondo delle potenziali domande e si trasformano in veicoli di stupore: a tutti gli effetti possono essere considerati come degli esiti di problematizzazioni estetiche, ma sono anche portatori di accensioni, in termini di libertà.
L’espressione-chiave da tener presente sarà proprio “manifestazione poetica” che risulterà strettamente connessa con l’idea di “materializzazione poetica” assunta nel titolo, ma declinata in senso plurale.
La gestualità costruttiva che si colloca alla base dell’atto performativo fin qui descritto si illumina, in definitiva, di un alone e di un potenziale poetico, che modifica e stravolge propositivamente la natura del gesto scrittorio, totalmente reintegrato e inglobato nell’accadimento “magico” della rigenerazione-esfoliazione.
Lentezza e perseveranza del percorso, (concretamente portato avanti per anni e tuttora in fieri), si contrappongono ai criteri di rapidità e nettezza che possono scaturire dall’impatto visivo. Questo impatto può infatti dispiegarsi anche in una manciata di istanti, o in un’occhiata eventualmente fugace
Tutti gli aspetti fin qui delineati e dischiusi naturalmente richiedono la presenza di una disponibilità percettiva, non soltanto una capacità di decifrazione.
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Dicembre 2025
MADRID

In occasione della II edizione del Congresso Internazionale “Cuerpos, materias y otros restos” verrà conosciuta in Spagna la versione spagnola intitolata Materializaciones poéticas.
il Congresso avrà luogo nelle giornate del 17,18 e 19 dicembre 2025 nella Sala- Conferenze della Facoltà di Filosofia e Lettere della UAM ( Universidad Autónoma de Madrid)

Materializzazioni poetiche è attualmente presente anche presso le collezioni delle seguenti sedi museali
Archivio del Musée Les Abattoirs di Tolosa (Francia). Il titolo in lingua francese è Matérialisations poétiques











Un esemplare di Matérialisations poétiques è in visione nella Biblioteca della “Fondation Jan Michalski”
Montricher – Svizzera
(Collection Livres d’artistes – Salle de Jury)


nel Centro Documentación del MUSAC di León (Spagna). Il titolo in lingua spagnola è Materializaciones poéticas








VENEZIA
[Scuola Internazionale di Grafica]
Una preziosa versione “piumata” di
𝗠𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 è rientrata nella collezione della Scuola Internazionale di Grafica di Venezia: sarà a disposizione delle studentesse e degli studenti interni, nell’ambito di lezioni specifiche e, inoltre, nei programmi universitari internazionali che vengono ospitati in sede. L’anno di realizzazione è il 2024.
Dimensioni: 30×22 cm.
L’esemplare, rispetto alle precedenti versioni, si avvale anche di un inserto in rilievo in materiale ovattato chiaro, fissato con cordoncino su fondo dorato e di testimonianze fotografiche relative alla performance stessa.
I risultati e i materiali fruibili sono frutto infatti di una pratica performativa portata avanti sistematicamente lungo un intero biennio.








Biblioteca del Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea (Italia)







Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo (Giappone)
L’esemplare presente in Giappone contiene diversi substrati in cartoncino dorato opaco e alcune testimonianze fotografiche legate all’azione performativa.
Indirizzo: Istituto Italiano di Cultura di Tokyo2-1-30 Kudan Minami, Chiyoda-ku, Tokyo 102-0074/




L’opera è stata inoltre selezionata per prender parte alla Biennale de Livres d’artistes in Québec (Canada) che ha avuto luogo nel mese di settembre 2024.
Di seguito il link per conoscere i dettagli




Per conoscere il catalogo della Biennale Livres d’Artistes au Portage 2024
https://www.blurb.fr/bookshare/app/index.html?bookId=12092799
Una segnalazione dell’evento su Giornale Diplomatico
https://www.giornalediplomatico.it/canada-l-arte-visiva-e-sonora-di-anna-laura-longo-in-quebec-1.htm
________Materializzazioni poetiche è il titolo di un lavoro eterogeneo, riconducibile a un’omonima azione performativa. Quest’ultima contempla un coinvolgimento diretto di tipo gestuale e sonoro e lascia affiorare delle suggestioni poetiche, tali da creare dei micro- luoghi ovvero arcipelaghi visivi inediti.
Materiali impiegati e caratteristiche:
lino di gradazione scura, con bande chiare sovrapposte e irregolarmente sfrangiate, arricchite da
filamenti /
\ scritture
e inserti in rilievo con combinazioni di gel multicolor variamente manipolato e posizionato su carta (rispettivamente di colore bianco, nero e grigio). La consistenza risulta essere morbida e parzialmente rigida.
All’interno si ritroverà anche un testo esplicativo e un resoconto relativo all’azione performativa sorgiva.
Ulteriori integrazioni presenti:
micro- listelli in piquet, cotone e pelle di sottolineatura, con l’aggiunta di traiettorie di fili di carattere geometrizzante.
Nella doppia tasca della parte posteriore potranno essere visionati due testi poetici omologhi sovrapponibili + un codice per l’ascolto della Traiettoria sonora pianistica, che consentirà di passare dall’approfondimento visivo a quello propriamente musicale.

Nella Biblioteca del Castello di Rivoli (Torino)
L’esemplare presente nella Biblioteca del Castello di Rivoli, numerato e firmato, è dotato di una sovracoperta preziosa in tessuto di piquet e lino color antracite, con bande orizzontali chiare, arricchite da originali cuciture e scritture. Se ne ritrovano diverse anche all’interno.
In tutto ciò è presente un invito a sviluppare un’esplorazione dal punto di vista della multisensorialità.
Le pagine con cui sarà possibile rapportarsi (corredate di inserti polimaterici e increspature di varie colorazioni) risultano essere un condensato e un lascito testimoniale delle azioni praticate dal punto di vista gestuale. Il tutto viene ad essere arricchito da una vicenda pianistica ascoltabile attraverso un codice, in concomitanza con la visione.
Occorre una prenotazione per accedere in Biblioteca
biblioteca@castellodirivoli.org

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Materializzazioni poetiche rientra in un più ampio progetto intitolato Nei terreni preservati dalla siccità.
A seguire alcune notizie.
Il progetto intitolato Nei terreni preservati dalla siccità comprende un corpus di circa venti esemplari di libri d’artista prodotti ininterrottamente tra il 2018 e il 2024. Essi vanno a comporre nell’insieme un’installazione composita di arte-poesia.
Il suggerimento è quello di provare a indagare e fare propria la relazione tra sguardo, pagina, materia e multisensorialità. Ogni singolo esemplare punta infatti a valorizzare un coinvolgimento diretto con la pagina, vista come territorio libero e accattivante da attraversare, seguendo il motto “Sfogliare per intravedere e degustare mondi”.
La possibilità di un rapporto di osmosi con ciascun libro-opera si accentua in virtù di un’esaltazione della tattilità. Non a caso vengono definite “Poesie tattili-curvilinee” le variegate tipologie di scritture astratte, dotate di linee-immagini ottenute mediante incrostazioni di fili in rilievo o, ancora, con grumi di gel solidificato, i cui residui sono messi in forma e si prestano ad essere percorsi manualmente oltreché con lo sguardo.
I primi esemplari prodotti si compongono nello specifico di pagine telate e ispessite con stratificazioni e curvature di filo, arricchite da inserti materici.
La ricerca verte, oltre che sui materiali (per lo più extra -cartacei), sulla dimensione e sugli aspetti formali.
Essendo frutto di una pratica anche gestuale tale lavoro può di fatto esser considerato una procedura mista di scrittura e di sperimentazione gestuale-visiva.


Sono presenti in ogni copia dei testi poetici tratti da raccolte poetiche precedentemente edite.
Una sezione particolare è dedicata ai libri-stendardo, veri e propri libri “battaglieri “. Muniti di bastone in legno da impugnare, tali libri mono-pagina si caricano di una particolare energia poetica e visiva, testimoni diretti di un’epoca che purtroppo tende a dare per lo più invisibilità alla crescita e alla maturazione di visioni poetiche.
Seguendo un criterio di arte “addizionale” alcuni di tali libri si accompagnano inoltre ad esplorazioni e demarcazioni sonore: trattasi di originali brani pianistici da ascoltare in cuffia, aventi lo scopo di corroborare e potenziare sensorialmente l’atto dello sfogliare.
L’operazione nell’insieme restituisce un mondo rigorosamente soggettivo, ma al contempo inclusivo, in cui il territorio –libro potrà apparire come il frutto di uno sviluppo organico e pluristratificato.
Ogni associazione, libreria, biblioteca, galleria o museo potrà scegliere, sulla base delle proprie esigenze logistiche e organizzative, di esporre un solo esemplare o diversi esemplari contemporaneamente, con o senza il supporto audio.
Ciascun libro- opera è frutto di un “processo” ampio e assertivo, prioritariamente legato al vivente. L’atto dello sfogliare, da questo punto di vista, potrà trasformarsi in una sofisticata esperienza di attraversamento.








Si veda anche la pagina dedicata a un’opera omologa intitolata Exfoliación2
https://sfogliareperintravedere.com/procedure-esfolianti-1-e-2/
Per conoscere gli intenti relativi alla performance pianistica:
https://klavier-reticolo.blogspot.com/2024/06/azione-sonora-affiancata-al.html



e inoltre
Anna Laura Longo è pianista e indagatrice sonora, artista visiva e autrice poliedrica.
Per i suoi progetti di tipo multisensoriale ha coniato la dicitura “arte addizionale “.
Presente in festival, biennali d’arte e rassegne su scala internazionale ha approfondito le derivazioni e la natura composita del gesto (tipicamente musicale ma anche extra-musicale e artistico- performativo) facendo guadagnare a volte intensità altre volte un’elegante astrazione alle sue azioni poliedriche, variamente esplicitate attraverso originali performance o mediante una prassi progettuale che sfocia in impianti visivi.
È attiva anche come saggista, poetessa, performer, critica. I suoi articoli e saggi sono presenti a tutt’oggi su riviste di ricerca musicale e letteraria, con contributi anche sull’arte contemporanea. Su Itamar (Rivista spagnola di investigazione musicale prodotta dall’Università di Valencia) è stato recentemente pubblicato il saggio intitolato L’aspetto numerico e le regole proporzionali tra visibile e udibile. Le contaminazioni tra udito e sguardo e le numerose variabili e interconnessioni inerenti alla percezione audio-visiva sono tra i suoi principali campi di interesse. Le sue recensioni musicali il più delle volte presentano una particolarità degna di nota: includono degli spunti poetici (talvolta versi veri e propri) che vanno a mescolarsi a una prosa stilizzata e al contempo evocativa, per dare spazio a riflessioni dotate di un andamento mistilineo, ispirandosi proprio alle caratteristiche delle figurazioni mistilinee.
Longo si è soffermata nei suoi scritti anche sulla danza e più propriamente sul gesto danzato, con riflessioni estetiche riguardanti le ricerche coreografiche del passato e dell’oggi (i piú recenti approfondimenti riguardano L. Rodrigues, A. Khan, E. Eggermont, T. Brown, M.Cunningham). È prevalente inoltre nei suoi scritti un’insistenza sulle relazioni tra suono, gesto e arti visive. Pittura gestuale e”musica gestuale” sono state infatti più volte indagate e messe a confronto. Da questo punto di vista diversi articoli e saggi sono stati incentrati sui seguenti artisti visivi : P. Raspi, S. Hanthai, O. Eliasson, E. Stokher, P. Cabrita Reis, C. Boursier Mougenot, P. Pivi, A. Kiefer, C. Accardi, M. Rothko.
Al gesto coreografico l’artista ha dedicato nel 2020 l’opera Vision Blanche presentata in forma installativa in festival e rassegne (tra cui HangartFest di Pesaro, Biennale de la danse de Lyon, Festival Camping di Pantin, grazie a una collaborazione con Book on the Move, e ancora festival Signes de Printemps di Parigi. Un’ulteriore collaborazione ha avuto luogo con la Mediathéque de l’EDCM di Montréal e con la biblioteca cantonale di Lugano).
Nel corso del tempo ha progettato e realizzato diversi dispositivi scenici e installazioni di arte visiva tra cui Alpha Siderea, più volte presente in mostre e rassegne. Le sue scritture neo-epidermiche dopo essere state raccolte e impaginate in forma di libro-organismo andranno a formare un pannello installativo modulare e stanno trovando via via un’ulteriore concretizzazione, basandosi su supporti inediti.
Lo Studio sulla gestualità continua a improntare le sue peculiari indagini, rendendola fortemente motivata ad agire e a esprimersi sul fronte delle performing-arts e delle arti visive e inoltre nella ricerca prettamente sonora, grazie all’elaborazione di una musicalità libera e di carattere espanso.
Di seguito i titoli dei principali libri pubblicati: Plasma, Sottomultipli del tema ” Ricordo (2004) Nuove rapide scosse retiniche (2010) Procedure esfolianti (2011) Apparati di suoni metodicamente cruciali (2013) Universi sonori – Dialoghi sulla musica dei nostri tempi ( 2015) Questo è il mese dei radiosi incarnati del suolo (2016) Viaggio nell’entroterra (2021) Declinazioni del timbro (2023).
