Installazione di Anna Laura Longo






Nelle zone di un invalicabile grano è il titolo di un impianto visivo che consta di un agglomerato di calzature infradito ottenute dalla combustione di fette di pane di disparate misure, depositate sul suolo in modo tale da testimoniare compresenze e intersecazioni di passi. Passi attribuibili e anzi ricollegabili a vite prematuramente stroncate. Vite animate da fragilità o fierezza, corredate di ardimento o al contrario di mera passività.
O ancora trattasi di una vera e propria esemplificazione di una molteplicità di passi esponenti o indicatori di malcontento, situati dentro gli ampi confini di un tempo definibile a tratti “ tremante”.
Vi è un riferimento specifico anche a una cessazione di esistenze determinata soprattutto da guerre, stermini o ancora femminicidi. Trattasi dunque di vite-perdite (o vite perdute), che in tal modo tornano potentemente alla ribalta, rendendosi visibili come presenze altre, quasi fossero frutto di un cogente richiamo.



Le numerose paia di calzature in pane combusto (a seconda dei casi allineate, dislocate o caoticamente dispiegate in loco) potranno volta per volta occupare porzioni di stanze, nicchie, gradinate, pianerottoli, davanzali nonché tratti o margini di strade e sentieri.
L’ ubicazione in terra determinerà una parziale e ineludibile invalicabilità dello spazio e un conseguente e necessario rapportarsi con un’impossibilità fattiva di attraversamento e percorribilità (di qui il titolo “Nelle zone di un invalicabile grano”). Le differenze dal punto di vista delle dimensioni delle calzature alludono propriamente alle differenze di tipo anagrafico delle personae a cui si fa riferimento, le quali restano tuttavia non specificate su un piano nominale, anzi volutamente lasciate indistinte e indifferenziate, quasi adagiate in una forma statica di anonimato.
L’installazione è stata portata in pubblico
Domenica 13 Maggio 2018
presso la Casa Internazionale delle Donne in Roma
dalle h16,30 alle h 21,00
Indirizzo: Via San Francesco di Sales 1a
Per l’occasione sono stati esposti anche sei dei pannelli in eco-pelle con nervature, che rientrano nell’impianto intitolato Poggiavolti elegiaci .





Il lavoro prevede una traiettoria sonora intitolata Lembi di germinazione, realizzata su pianoforti visti come piantagioni.
Ulteriori esposizioni realizzate
Roma
Presso lo spazio M.I.C.R.O. della libreria Lo Yeti
Presso l’Ex ospedale Santa Maria della Pietà
Presso la libreria Il Mattone durante la presentazione del volume Procedure esfolianti ( Manni)


Sono in preparazione alcune date in Spagna, dove sarà possibile conoscere un catalogo d’arte in seta, a testimonianza dell’installazione e un corpus di esemplari in scatole da calzature (appositamente rimaneggiate e fatte oggetto di rivisitazione, dal punto di vista oggettuale e concettuale).

Di seguito la traduzione in lingua spagnola del testo esplicativo:
En un maizal intransitable
es el título de una instalación visual que consiste en un racimo de chancletas obtenidas de la combustión de rebanadas de pan de varios tamaños, depositadas en el suelo de tal manera que dan testimonio de la co- presencia e intersecciones de pasos. Pasajes atribuibles y, de hecho, reconectables a vidas cortadas prematuramente. Vidas animadas por la fragilidad o el orgullo, acompañadas de valentía o, por el contrario, de mera pasividad.
O nuevamente se trata de una ejemplificación real de una multiplicidad de pasajes exponentes o indicadores del descontento, ubicados dentro de los amplios límites de un tiempo que puede definirse por momentos como “tembloroso”.
También hay una referencia específica a un cese de la existencia determinado sobre todo por guerras, exterminios o incluso feminicidios. Se trata, por tanto, de vidas-pérdida, que de esta manera vuelven poderosamente al primer plano, haciéndose visibles como otras presencias, casi como si fueran el resultado de una llamada apremiante.
Di seguito un breve estratto dall’introduzione alla performance al
LEMBI DI GERMINAZIONE
Capsula audio-sonora
di Anna Laura Longo
Da una parte il campo del Tragos, dell’emergenza sociale/epocale, che trasuda e lascia affiorare segni di disfacimento attraverso il pane combusto.
Dall’altra un campo di vita e rigoglio.
Il primo liberato attraverso il concretarsi della materia secondo un piano di ricerca poetica e oggettuale, il secondo invece affidato al suono. Due diverse forme di affioramento e di designazione tematica. È tuttavia nel pianoforte che sorge un lembo di terra, per una nuova forza germogliatrice.