Approfondimenti sulle risonanze
di Anna Laura Longo




All’interno della rassegna intitolata “Il maggio dei libri” (anno 2019), presso lo studio-atelier Territorio di stimolazione sonora in Roma, è stato proposto un originale progetto espositivo intitolato Nei terreni preservati dalla siccità. In occasione dell’apertura si è svolta un’omonima performance comprendente una rivisitazione del Preludio n.1 per pianoforte di G. Ustvolskaya, sottoposto a una riconversione inedita attraverso l’uso di aghi su strati spugnosi, disposti sulla tastiera.
Nella medesima occasione, sono stati anche proposti due apporti pianistici originali a firma di Anna Laura Longo, che prevedevano un set ulteriore di aghi di dimensioni diversificate, di cui avvalersi nel corso dell’esecuzione, sulla base di un canovaccio di azioni di tipo scenico e strumentale previamente predisposto. I contributi sonori pianistici sperimentali sono stati associati a materiali testuali, sfruttati attraverso una recitazione ritmata.Quest’ultima è stata abilmente sovrapposta all’azione sonora pianistica e performativa.
I due brani rientrati nella performance in particolare sono stati:
- Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze
- Per raschiare le rocce
(quest’ultimo è stato successivamente trasmesso su Radio Cemat in data 19 maggio 2019)




Di seguito il collegamento per conoscere più approfonditamente le caratteristiche del brano intitolato Per raschiare le rocce e per effettuare in concomitanza l’ascolto:
https://klavier-reticolo.blogspot.com/2024/03/per-raschiare-le-rocce.html?m=1
Nelle azioni performative più recenti viene messa in campo una necessaria dicotomia tra grazia e difformità del dicibile. Una conciliazione tra gli opposti è dunque posta alla base delle nuove ricerche che sono al contempo pianistiche, poetiche e performative.
Una strutturazione drammaturgica vera e propria accompagna i vari processi costruttivi, che si spingono in direzione di una teatralità carica di sorprese (agendo tra ricognizioni e assunti inediti), per un dispiegamento di energie sommerse.
Viene ad ogni modo richiesta una flessibilità percettiva – e non solamente una capacità o volontà di ascolto – per immergersi con agilità nelle pieghe e nei risvolti, anche reconditi, di ciascuna azione. Il corpo, non soltanto la mano, diviene parte integrante del processo. Il criterio di “gestualità espansa” viene ribadito con assertività e con una propositività di natura cangiante.
Libertà e malleabilità espressiva divengono caratteri fondanti.
i procedimenti di cui qui si parla puntano infatti a determinare delle risposte reattive che si ritrovano ad essere collegate strettamente con una sensorialità allargata.
L’esperienza estetica (che può avere i connotati di un’immersione estetica ad ampio raggio) va a interessare l’osservatrice o l’osservatore e può essere riformulata volta per volta sulla base delle caratteristiche dei luoghi e degli strumenti. Rilevando una sorta di poeticità territoriale necessariamente mutevole.
Si potrà leggere a seguire anche il testo introduttivo riguardante il brano intitolato Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze.
https://klavier-reticolo.blogspot.com/2024/02/dentro-fuochi-ammutoliti-da-caotiche.html?m=1
Tra grazia e difformità del dicibile
Vicissitudine pianistica con un varco di natura poetico-performativa









“Appunto questo: imparare a vedere abissi là dove sono luoghi comuni. E, questo, sarebbe il riscatto: l’impegno spirituale’.
(Anton Webern)
[alcune foto qui presenti sono tratte dal progetto PERNO DI LIBERTA
copyright © anna laura longo]

Di seguito la nota biografica presente sul sito classicalplace.com