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Suoni con aghi e aculei

Approfondimenti sulle risonanze per una messa in rilievo di suoni armonici specifici

Progetto di Anna Laura Longo

I suoni armonici sono frequenze multiple intere di una frequenza fondamentale, prodotte simultaneamente a quest’ultima quando un corpo sonoro vibra.

Essi costituiscono quindi la serie armonica naturale, definendo il timbro unico di strumenti e voci. Più deboli della fondamentale, tali suoni determinano la ricchezza del suono.

Molti compositori e compositrici della contemporaneità hanno fatto leva sui suoni armonici, evidenziando pianisticamente il loro fascino e le loro peculiarità. Tra tutti A. Pärt, G. Kurtág, H. Lachenmann, S. Gubaidulina.

Va ricordato inoltre come l’utilizzo dell’oggetto di piccole dimensioni, sfruttato in veste ausiliaria, abbia trovato un largo impiego anche in brani pianistici di J. Cage, incentrati soprattutto su una “manipolazione” accurata della cordiera (il riferimento va in particolare in direzione di cunei, bulloni, chiodi etc.). Ne è testimonianza diretta il cosiddetto “pianoforte preparato” da cui sono scaturite numerose esplorazioni e ipotesi alternative, per il conseguimento di un evidente arricchimento della musicalità.

E. Varèse ha introdotto anche in ambito orchestrale la presenza di oggetti rivisitati in chiave propriamente strumentale (e quindi in forma non solamente ausiliaria). La storia della musica contemporanea offre del resto un ventaglio davvero molto vasto di “interpolazioni” di tal genere. Tali ricerche hanno contribuito ad arricchire enormemente le valenze timbriche, incidendo sulla gestualità sonora in modo determinante.

Da questo punto di vista anche l’impiego della mano (e soprattutto il suo assetto sulla tastiera) è stato volta per volta sottoposto a modifiche sostanziali, in vista di una ricostruzione tecnica e gestuale ampliata, tale da ricondurre in direzione di forme di espressività rinnovate e integrate. Molta della letteratura pianistica contemporanea si è avvalsa di apporti di questa natura. E, più in generale, la letteratura strumentale nel suo complesso e nella sua ampiezza ha beneficiato di tali integrazioni molteplici.

Si potrà fare un confronto anche con l’arte pittorica dove, storicamente parlando, sono subentrate delle innovazioni formidabili in relazione al corredo gestuale e all’azione, conducendo verso scoperte e ri-configurazioni sostanziali, in riferimento all’uso del colore, dei materiali, degli aspetti formali e strutturali.

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Ricostruzione della performance

All’interno della rassegna intitolata “Il maggio dei libri” (anno 2019), presso lo studio-atelier Territorio di stimolazione sonora in Roma, è stato proposto un originale progetto espositivo intitolato Nei terreni preservati dalla siccità.

In occasione dell’apertura si è svolta un’omonima performance comprendente una rivisitazione del Preludio n.1 per pianoforte di G. Ustvolskaya, sottoposto a una riconversione inedita, attraverso l’uso di aghi su strati spugnosi, disposti sulla tastiera.

Nella medesima occasione, sono stati anche proposti due brani pianistici originali a firma di Anna Laura Longo, che prevedevano un set di aghi di dimensioni diversificate e variabili, di cui avvalersi nel corso dell’esecuzione, sulla base di un canovaccio di azioni di tipo scenico e strumentale previamente predisposto.

L’utilizzo degli aghi suddetti è stato necessario,nella fattispecie, per determinare uno stato semi-permanente di abbassamento dei tasti, per l’ottenimento di specifici suoni armonici.

In occasione della perfomance su indicata, i contributi sonori pianistici sperimentali sono stati associati a materiali testuali, sfruttati attraverso una recitazione ritmata.

Quest’ultima è stata abilmente sovrapposta all’azione sonora pianistica e performativa.

I due brani rientrati nella performance in particolare sono stati:

  • Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze
  • Per raschiare le rocce

(quest’ultimo è stato successivamente trasmesso su Radio Cemat in data 19 maggio 2019)

Il progetto esplora nel suo insieme la creazione di possibili paesaggi sonori, da elaborare proprio attraverso strumenti poeticamente manipolati, trattando il pianoforte come un suolo, su cui possono affiorare emersioni o protuberanze utili a fornire un inedito contributo visivo e fattivamente musicale.

Di seguito il collegamento per conoscere più approfonditamente le caratteristiche del brano intitolato Per raschiare le rocce e per effettuare in concomitanza l’ascolto:

https://klavier-reticolo.blogspot.com/2024/03/per-raschiare-le-rocce.html?m=1

Uqlteriori tipicità e caratteristiche dei progetti sonori e artistico-visivi

Nelle azioni performative più recenti di Anna Laura Longo viene messa in campo una necessaria dicotomia tra grazia e difformità del dicibile. Una conciliazione tra gli opposti è dunque posta alla base delle nuove ricerche che sono al contempo pianistiche, poetiche e performative.

Una strutturazione drammaturgica vera e propria accompagna i vari processi costruttivi, che si spingono in direzione di una teatralità carica di sorprese (agendo tra ricognizioni e assunti inediti), per un dispiegamento di energie sommerse.

Viene ad ogni modo richiesta una flessibilità percettiva – e non solamente una capacità o volontà di ascolto – per immergersi con agilità nelle pieghe e nei risvolti, anche reconditi, di ciascuna azione. Il corpo, non soltanto la mano, diviene parte integrante del processo. Il criterio di “gestualità espansa” viene ribadito con assertività e con una propositività di natura cangiante.

Libertà e malleabilità espressiva divengono caratteri fondanti.

i procedimenti di cui qui si parla puntano infatti a determinare delle risposte reattive che si ritrovano ad essere collegate strettamente con una sensorialità allargata.

L’esperienza estetica (che può avere i connotati di un’immersione estetica ad ampio raggio) va a interessare l’osservatrice o l’osservatore e può essere riformulata volta per volta sulla base delle caratteristiche dei luoghi e degli strumenti. Rilevando una sorta di poeticità territoriale necessariamente mutevole.

Si potrà leggere a seguire anche il testo introduttivo riguardante il brano intitolato Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze.

https://klavier-reticolo.blogspot.com/2024/02/dentro-fuochi-ammutoliti-da-caotiche.html?m=1

Tra grazia e difformità del dicibile

Azione drammaturgica e Vicissitudine pianistica esplorativa (con un varco di natura poetico-performativa)

“Appunto questo: imparare a vedere abissi là dove sono luoghi comuni. E, questo, sarebbe il riscatto: l’impegno spirituale’.

(Anton Webern )

[alcune foto qui presenti sono tratte dal progetto PERNO DI LIBERTA
copyright © anna laura longo]

Di seguito la nota biografica presente sul sito classicalplace.com

https://www.classicalplace.com/annalauralongo/bio.html