Teatro musicale in versi

BASILEUS


opera di teatro musicale in versi
di Anna Laura Longo


Testo introduttivo


Basileus è la denominazione con cui nella Grecia antica si indicava il re e diviene simbolo, più genericamente, di ogni figura o struttura egemonica, depositaria di sovranità o preminenza. In modo specifico, Basileus, dà corpo fisico a tutte le forme che il desiderio di supremazia incarna, mutuando fattezze nella storia e nell’attualità ma conducendo-senza soluzione di continuità tra volontà e abuso- alla lotta tra simili e alla riduzione in gerarchie, di potere appunto.
Il testo analizza e marca le complesse e nevrotiche configurazioni in cui il potere può costruirsi, creando uno sfondo di attrazione intorno ai temi di autorità e dominio, facoltà di azione e controllo, rischio e arbitrio.
L’accanimento verso il potere e la conseguente spinta tensiva e immancabilmente violenta che ne deriva, sono indicate come cause sostanziali dell’assenza di pace tra gli Stati e le comunità, come tra le varie “umanità” in genere. La riflessione intorno a un possibile tempo/orizzonte di pace mira dunque a raccogliersi intorno a due punti particolarmente frementi, da considerarsi in costante e dinamico movimento oscillatorio:


ANELITO e RESPONSABILITA’


Il testo in versi sarà affidato a due voci maschili che priviligeranno un uso particolare della voce, che esplorerà le molteplici possibilità di attacco, tenuta ed estinzione del suono, fino a raggiungere l’intimità del respiro. Attraverso un trattamento multiforme del materiale fonetico-sonoro si cercherà di attraversare i diversi piani espressivi, secondo una ricerca che mira a creare una configurazione acustica dinamica ed eterogenea.
Si prevedono due compartimenti simmetrici in cui si articolano:

  • gli interrogativi del singolo
  • gli interrogativi della società (tradotti in forma di gesti, dapprima interrogativi e in seguito accusativi)
    Segue un “lamento premonitore”
  • Voci maschili: 2
  • Voci femminili: 1
  • Voci miste per “lamento premonitore”
  • Uno o più performer per l’elaborazione di un corpus di gesti interrogativi e accusativi

BASILEUS
di Anna Laura Longo

Voce 1


Basileus chi ti fece?
Chi ti fece impervie le ossa,
compattate e adunche
come turgidi baluardi?
Quali braccia tornite
ti tenevano stretto,
coibentato e infuso
nei rinforzi di sagaci armature?
E la fronte:
Basileus chi ti rese angusta la fronte,
per soffrire di ispida febbre
e grondante calura?
Una fronte brulla e riversa
come florido inganno.
La tua tunica larga e sciancata
ora arriva massimo ai fianchi,
imbiancata trema,
ripercorsa di venature.
Testimone di caparbia snellezza.

Gesti interrogativi [gestualità meccanica e prorompente]

Voce 2


Non avere.
Non avere abbastanza.
Non avere abbastanza diramazioni
ed arsura, nel dirigere i passi
tra le grinze di ogni estesa radura.

Ogni passo è possibile senza voltarsi,
senza lacci ai talloni o spianate suture.
Ogni varco è accessibile senza adombrarsi,
con lesioni alle gambe
per sorreggersi e poi scardinare,
linearmente oltranzisti,
impetuosi, eretti,
in un atto di rapimento.

Poiché esige sempre l’obbedienza l’autorità viene di solito scambiata con un modo di esercitare il potere o la violenza.
Eppure essa esclude qualsiasi coercizione esteriore: dove si impiega la forza l’autorità ha fallito.
D’altra parte l’autorità è incompatibile con la persuasione, che presuppone eguaglianza e richiede un processo di argomentazione: dove si impiegano argomenti di persuasione l’autorità è messa a riposo. All’ordine egualitario della persuasione si contrappone l’ordine dell’autorità che è sempre gerarchico. Se si vuole definire l’autorità occorre dunque distinguerla sia dalla coercizione, sia dalla persuasione.

[Lamento premonitore]

Voce 2


Uomini armati, fedeli seguaci
Basta dire loro espansione
-sensazione vivida e focalizzata-.
Basta porgere loro un basamento,
la maniaca tentazione
di un astratto dominio.
Non venire mai meno.


Voce 1


Basileus,
chi ti fece salvo e magnetico il dorso,
che conobbe calde permutazioni,
imbevuto e intriso
di invitanti erbe selvatiche?
Quale gusto stanco ti sottese il palato,
infiammandolo di alcool
e succoso cibo speziato?
Le distanti mandibole
sono scarne e polarizzate,
mentre il volto riarso,
non ancora invecchiato,
deglutisce il pallore
e lo sguardo fisso
nega varchi o residui di elargizioni.

[Gesti accusativi]


Voce 2


Non volere,
non volere altro,
non volere altro che assurgere,
attorniare, scatenando la furia
sui segreti alvei dei terreni incolti,
in un valico o in un rude entroterra,
per resistere e poi scardinare,
virulenti, esausti,
dopo un atto di inseguimento.
Il piacere che ricevo si accresce,
accecante e consolidato.


La quantità di violenza a disposizione di qualunque paese, può ben presto non essere più un’indicazione attendibile della forza di un paese, né una garanzia attendibile contro la possibilità di distruzione da parte di una potenza notevolmente più debole e più piccola. E questo comporta una sinistra somiglianza con una delle più antiche intuizioni della scienza politica, vale a dire che la potenza non può essere misurata in termini di ricchezza, che un’abbondanza di ricchezza può intaccare la potenza, che le ricchezze sono particolarmente pericolose per la potenza e il benessere delle Repubbliche -un’intuizione che non perde la sua validità perché è stata dimenticata, specialmente in un periodo in cui la sua verità ha acquisito una nuova dimensione di validità , diventando applicabile anche a un arsenale di violenza.

[Lamento premonitore]

Uomini armati, fedeli seguaci
Basta dire loro espansione
-sensazione vivida e focalizzata-.
Basta porgere loro un basamento,
la maniaca tentazione
di un astratto dominio.
Non venire mai meno.

Ora occorre un tracciato.

[Stasi-silenzio]

Voce 1


Perché taci?

Voce 2


C’è qualcuno in agguato
tempestato di sabbia,
permeato di alghe
su braccia inasprite.
La verità è che molto
à andato distrutto:
le lettighe, i morti sul campo
e la mano stanca,
-acidificata-
ricongiunge il tremore
in segmenti di rabbia.

C’è notizia di un rastrellamento?

Voce 1


Il malcontento avanza e sale
con seni adunchi,
in forma di toro.

Spoliazione

Tregua

Arrendevolezza

Nota biografica

Anna Laura Longo è musicista-performer nonché autrice di saggi, articoli, componimenti poetici, testi di teatro musicale e prose sperimentali, che si accompagnano alla dicitura Corollari intrepidi. Per le sue pratiche di scrittura ha elaborato – e applicato nei testi- il concetto di “coefficiente interno di dilatazione della parola” sviluppando a tale proposito un itinerario procedurale che è riassunto mediante l’espressione “la parola espandibile”. Porta avanti ricerche ed esplorazioni sonore e letterarie che si estendono in direzione delle arti visive. Ideatrice di installazioni composite e opere polimateriche promuove una spiccata multi-sensorialità. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti in virtù dei suoi lavori, basati su un’integrazione e una fattiva giustapposizione tra le estetiche e i linguaggi. È interessata nella fattispecie alle mutazioni e al ruolo emancipatore e rifondativo delle arti, situandosi su un piano comparativo e amalgamante.

È fortemente avvalorato nei suoi lavori il criterio di continuità tra suoni, spazi, segni, forme, materie.

Come autrice è risultata vincitrice del Premio internazionale Lago Gerundo -nella sezione saggistica e critica musicale- grazie al volume Apparati di suoni metodicamente cruciali(La città e le stelle).

È stata finalista, nella sezione prosa inedita, all’interno del premio Lorenzo Montano di Verona, nell’anno 2024.

Molto attiva sul piano della ricerca poetica, ha pubblicato cinque raccolte in versi.

Il libro d’esordio è stato Plasma/Sottomultipli del tema “Ricordo”(2004).Questo libro è frutto di una segnalazione nell’ambito del Premio Tivoli Europa Giovani, organizzato dalla Fondazione Piazzolla ed è stato in seguito segnalato anche nel Premio Carver. Sono state pubblicate successivamente le seguenti raccolte: Nuove rapide scosse retiniche (2009)e Procedure esfolianti(2011), quest’ultima premiata nella sezione “poesia concettuale” del Premio L.Polverini e, a seguire, Questo è il mese dei radiosi incarnati del suolo (2016)e Declinazioni del timbro (2023).

La sua scrittura possiede una direzione deliberatamente multi-centrica e contempla aspetti decisamente performativi oltreché visivi. Hanno scritto di lei Mario Lunetta, Cesare Milanese, Marco Palladini, Sandro Montalto, Domenico Donatone, Donato Di Stasi, Annalisa Ciampalini, Gianluca Bocchinfuso, Ajith Rohan, Germana Duca Ruggeri, Raffaele Piazza, Alfredo Nicotra, Stefano Amorese. È stato ripetutamente messo in evidenza da critici e prefatori variamente chiamati in causa il modo alternativo di osservare il mondo, che risponde a istanze poetiche di tipo allargato.

Lavora attivamente anche su scritture visuali e nuove scritture comprese “scritture curvilinee e astratte”.

Nel corso del tempo Longo ha scritto per numerose riviste e blog di ricerca letteraria e musicale, tra cui: Le reti di Dedalus, FormaFluens International Literary Magazine, Arte Fuori Centro Magazine, Offerta Speciale(Ricettario di Poesia Internazionale), I racconti di Luvi, Musica Domani, Diwali Rivista Contaminata, L’Age d’Or, Fucine Mute, Musicheria, Mescalina Magazine, Racconti di musica, Il cucchiaio nell’orecchio, MusicEdu. Tra le riviste accademiche internazionali con cui collabora attualmente c’è ITAMAR (Revista de investigación musical), che fa capo all’Università di Valencia.

Si aggiungono regolarmente reading,presentazioni e letture in chiave performativa.

Percorsi musicali e attività pianistica

Come musicista è risultata vincitrice di diversi premi di interpretazione pianistica, di carattere nazionale e internazionale.

È attualmente fautrice di un pianismo di ricerca, che conduce verso elaborazioni performative decisamente personalizzate e inoltre verso teorizzazioni accompagnate da originali itinerari di natura riflessiva, che vengono regolarmente promossi attraverso pubblicazioni, scritti e testimonianze, anche di tipo visivo e fotografico: il tutto è coadiuvato da apporti audio. Ha sviluppato a tale proposito un progetto intitolato Missive al pubblico.

A tale proposito va anche menzionato il libro- catalogo Viaggio nell’entroterra [Moviment-azioni pianistiche] dell’anno 2021.

È in preparazione un nuovo libro che porterà il titolo Epicentri mobili/ Per un approccio dinamico- estensivo.

Nelle sue esperienze i pianoforti vengono visti come sistemi produttivi “altri” e dunque azionati con modalità innovative.

In particolare, nella sua concezione, gli strumenti musicali vengono spesso utilizzati come “reagenti” prospettando un uso alternativo della mano e del corpo per un risultato sonoro, ma anche visivo, inusitato.

Sono frequenti delle interpolazioni oggettuali frutto di auto-progettazioni,che trovano una collocazione interessante a ridosso dello strumento stesso (in particolare nella cassa, nella cordiera, negli interstizi dei tasti, etc.) oppure trovano un inserimento alternativo e circostanziato mediante la costruzione di assemblaggi appositi, che vanno a definire veri e propri dispositivi o impianti installativi.

Anna Laura Longo, in qualità di ricercatrice indipendente, si dedica da tempo a una vera e propria progettazione di tipo oggettuale. Quest’ultima conduce verso estensioni, innesti ed elaborazioni sceniche e strumentali stratificate, in cui trovano spazio delle prospettive per azioni performative basate su una spigliata personalizzazione.

Vengono utilizzati anche cordofoni e strumenti a percussione, in forma integrativa rispetto alle prassi pianistiche, per elaborazioni e azioni strumentali di carattere misto.

Anche l’utensile subisce di frequente una riconversione e diviene a volte un ausilio per la produzione del suono oppure si trasforma in un vero e proprio “oggetto sonico”. Vanno segnalate, a tale riguardo, le esplorazioni intitolate Allegorie sonore, rientrate in contesti teatrali e il progetto Metamorfosi e libertà in volo, che fa ricorso a lepidotteri in resina e tessuto per la produzione di suoni.

L’uso dell’utensile come ausilio per la produzione sonora pianistica, rientra in una progettualità specifica, collegata con un’ipotesi speculativa che tiene conto della realtà circostante, in particolare viene ad essere inclusa l’idea di “iper-quotidianità incalzante”. Ciò comporta che il riflesso ambientale – e dunque l’apparato o ingranaggio di oggetti che lo caratterizzano e che dunque lo convalidano – possa essere considerato un supporto vero e proprio(mnemonico e operativo): un possibile congegno o dispositivo, valido come affiancamento rispetto alla nozione di azione o pratica strumentale corrente.

Le sue performance sono definite “Trame estetiche”. Nel pianoforte si condensa, in definitiva, un reticolo di azioni. Si veda a tale proposito il blog

Tra le incisioni discografiche come pianista solista va ricordato il CD L’ombra della voce (TEM) con musiche di Andrea Amendola .

Tra i récital portati in pubblico: Lunghe le mani sfilate dal suolo, Sul potere di evocazione del suono, Lo spazio sorge (Primo stadio di vicinanza-mistero), Risonanze nell’alta penombra, Suoni iconici (Musiche del tempo corrente) e Klavier-reticolo.

Quest’ultimo titolo è stato impiegato anche per connotare il blog suddetto.

Tra i principali brani pianistici rientranti nel suo catalogo: Per raschiare le rocce, Velamen, Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze, Allegorie sonore, Nella pienezza si fa strada un sogno, Vortice trasformativo, Segni di permutazione e voli in crespi sentieri, Suoni e paesaggi striati, Musiche tubolari.

La fascinazione per le risonanze ha dato luogo a itinerari di ricerca pianistica particolareggiati,riguardanti l’impiego dei suoni armonici. Ulteriori approfondimenti sia testuali sia prettamente musicali hanno ruotato intorno all’uso del cluster, con rivisitazioni originali legate specificamente all’uso della mano.

Operatività artistico-visuale

Premiata all’interno della Biennale d’arte di Chianciano, in tale contesto le è stato dedicato un testo critico a cura dell’ICAC – International Confederation Art Critics (https://www.artcritics.co.uk/tag/anna-laura-longo/

Per i suoi libri d’artista è stata selezionata nella Biennale de Livres d’artistes in Québec (Canada) per due edizioni consecutive. I suoi lavori sono approdati anche in Spagna a Móstoles all’interno del Premio Libro de artista. Per questa circostanza è stato ideato il primo prototipo multimaterico di libro-radura intitolato Cloroplasti, che consta di studi particolareggiati sulla metamorfosi dei paesaggi, prevedendo l’inserimento sperimentale del lurex come materiale fondante e inoltre inserti in pelle e tessuti variegati. Il precedente lavoro era stato In un singolo punto nodoso (Studi sulla curvatura della linea-verso).

Per quest’opera è stato previsto un vero tour di esposizioni e presentazioni. L’opera ha così raggiunto numerose tappe italiane ed estere (tra le città coinvolte Roma, Torino, Prato, Città del Messico, Istanbul, Göteborg, Cracovia, Pesaro, Napoli, Mestre, Venezia, St-André les Alpes, Fort- de – France, Firenze, Verona, Terzo, Milano, Cernobbio, Grosseto, Berlino, Lugano).

Le sue scelte scaturiscono da inedite e attente riformulazioni dell’impaginato.

La sperimentazione strutturale riguardante i materiali e gli aspetti formali si sviluppa sulla base di un’inventiva costante.

In Francia ha preso parte all’esposizione organizzata da Folcarquier des Livres e ha progettato, per l’occasione, il primo esemplare di libro-organismo ” Ton sur Ton” in materiale ovattato, con una restituzione di paesaggi lunari, lavorando sul grande formato e portando avanti nuove idee estetiche sull’atto dello sfogliare.

Sfogliare per intravedere mondi è il nome dato al suo blog dedicato ai lavori di carattere interdisciplinare https://sfogliareperintravedere.com

Il progetto successivo è stato Vision Blanche con pagine assimilabili in toto a territori e con considerazioni spaziali ulteriori, suffragate da ipotesi inedite sulla gestualità, con particolare riferimento al gesto coreografico. Questo lavoro ha trovato una collocazione all’interno di situazioni e festival propriamente legati alla danza contemporanea (Montréal, Parigi, Lione, Pantin, Pesaro, Roma).

Per il Museo del libro venezolano di Caracas (Venezuela) ha invece ideato un micro-libro di natura installativa intitolato Exfoliación2, comprendente residui gelatinosi messi in forma in modi molteplici per il conseguimento di pagine volumetriche, dotate di risvolti tattili oltreché poetici.

Si sono ampliate di recente le indagini sulle Neo-scritture residuali attraverso il libro- organismo intitolato Materializzazioni poetiche.

Proprio questi due recenti lavori di ricerca sperimentale (ovvero Exfoliación2 e Materializzazioni poetiche) sono stati fatti conoscere in vari musei nel mondo, facendo ricorso a fogge e formati diversificati. Attualmente sono rientrati nelle collezioni dei seguenti Centri documentativi e spazi museali: Museo Reina Sofia di Madrid, MALI Museo di Arte contemporanea di Lima, Musée Les Abattoirs di Tolosa, Castello di Rivoli, MUSAC di León, Museo Moderno di Buenos Aires, Museo Helga de Alvear di Cáceres, Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, Istituto Internazionale di Grafica di Venezia, Biblioteca della Fondation Jan Michalski (Svizzera).

Ulteriori titoli disponibili: Oblungo Rosso – Con incorporazione di tela, VolumetricOscuro (Grande libro dei nascondimenti), Nuovo rosso per un’ipnosi, Avanstrutture, Permutazioni, El residuo es Forma.

Quest’ultimo è stato presentato in Spagna nel mese di dicembre 2025 all’interno della seconda edizione del Congresso Internazionale Cuerpos, materias y otros restos presso l’Università Autonoma di Madrid(UAM)

e sarà presente anche a Valencia presso la Biblioteca dell’Università Politecnica (UPV).

Tutte le ricerche visive contemplano delle immancabili investigazioni pianistiche e contributi musicali pre-registrati di tipo sperimentale il cui ascolto va a potenziare l’assorbimento degli elementi visuali, ponendo in risalto il carattere di progettualità espansa e agendo sul piano della percezione audio-visiva.

Si veda di seguito il blog Libri organismi/ Per progetti e accadimenti cangianti

Un lavoro a parte è dedicato alla progettazione di dispositivi ottici e Occhialoidi, pensati per acuire metaforicamente lo sguardo sul mondo. Si vedano le due pagine di approfondimento seguenti: