Per un assorbimento leale del tempo
Le arti sono in possesso di un formidabile e indiscutibile potenziale energetico. Ogni linguaggio della contemporaneità, per sua natura, prelude al delinearsi di una modulazione di libertà.
Se riuscissimo – anche provvisoriamente – a entrare nella qualità di tali circuiti, integrando l’esprimibile con l’inesprimibile, facendoci carico del rimbombo così come dell’imponente silenzio del mondo, probabilmente entreremmo in una porzione di “contatto stratosferico” con l’intorno, in un gioco consapevole di conquista dell’istante, attraverso la magia della presenza.
Un’azione pianistica diviene in tal senso un’indagine per uno svisceramento e un assorbimento leale del tempo, una ”capsula operativa” idonea a sviluppare una riformulazione di dinamiche gestuali – e dunque sonore – per lo piú aperte e soprattutto suscettibili di costanti modifiche o integrazioni.
Queste ultime saranno o potranno essere specchio delle mobili, ma attraversabili, realtà circostanti. (Anna Laura Longo)
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Si riportano di seguito i titoli e le durate di alcuni dei principali récital, concerti-spettacolo e azioni musicali
Come un’eco l’indomani si apre (durata 60 min.)
Sul concetto di evocazione del suono (durata 45 min.)
Klavier-reticolo (durata 30 min.)
Lo spazio sorge / Primo stadio di vicinanza-mistero, performance incentrata sui legami tra musica e architettura (durata 50 min.)
Suoni iconici – Musiche del tempo corrente (durata 50 min.)
Lunghe le mani sfilate dal suolo (performance modulabile)






Repertorio / Selezione non esaustiva
I.Albeniz: Granada
J.S.Bach Suites francesi (varie)
Suite inglese in la min., Suite inglese in Sol Magg, Clavicembalo ben temperato
B.Bartok: Sonatina, Danze rumene per violino e pianoforte,Danze rumene per pianoforte solo
A.Berg : Sonata Op. 1, Klavierstück Op. 5 per clarinetto e pianoforte
L.van Beethoven: Bagatelle op. 119,Sonate (varie)
J.Brahms: Intermezzi op.118,Variazioni su un tema di Händel, Valzer: a 4 mani, Rapsodie op. 79
D.Cimarosa : Sonate (varie)
A.Copland: Duo per pianoforte e flauto
C.Debussy: Suite bergamasque, Preludi vol.I , Children ‘s Corner,Six epigraphes antiques, Reverie
F.J.Haydn: Sonate (varie)
Händel: Fughette
B.Galuppi: Sonata in do Magg.
S.Gubaidulina: Toccata troncata, Invention, Musical Toys
P.Hindemith: Sonata per trombone e pianoforte, Sonata per viola e pianoforte, Sonata per pf. a quattro mani
G.Kurtág: da Jatekók (vari)
F.Listz: Consolazioni, Premiere valse oubliée
C.Medina: Wind Chimes
F.Mendelsshon: Varations serieuses, Romanze senza parole
W.A.Mozart : Variazioni sul tema Ah vous dirais-je maman, Sonate (varie), Concerto per pf. e orchestra K488, Concerto per pf. e orchestra K491, Sonate per pf. a 4 mani (varie)

G.Ortíz: Patios serenos
G. Petrassi: Siciliana e Marcia
M.Ravel: Menuet sur le nom de Haydn, Pavane pour une infante defunte, Sonatine, Valses nobles & sentimentales, Sonata per violino e pianoforte
S.Reich: Clapping music
K.Saahariao: Ballade
E.Satie : Ogives, Cinq Nocturnes
D.Scarlatti: Sonate (varie)
G. Scelsi : Krishna e Radha per pf. e flauto
A Schoenberg: Klavierstuck Op. 19
F.Schubert: Improvviso in si Magg.op.142, Fantasia in fa min. per pf. a 4 mani, Sonatina in la min. per pf. e violino, Valzer per pf. a 4 mani
D.Sostakovich: Concerto per pianoforte, tromba e orchestra, Aphorismen, Preludi e Fughe
K.Stockhausen: Tierkreis
R.Strauss: Enoch Arden per pf. e voce recitante
I.Strawinsky: Tango, Les cinq doigts
G.Ustvolskaja: Preludi
A Webern: Klavierstuck Op. postuma





Un’ellissi nell’incanto astratto di Anna Laura Longo
Forte di un avvincente dinamismo creativo, ma scevra da manierismi, Anna Laura Longo svela i suoi canoni estetici e criteri interpretativi, dando forma a vere e proprie capsule sonore e poetico-visuali.
Un assetto poliedrico è dato ad azioni e performance dalla ferma unicità stilistica, per lo più astratta e riconoscibile,abbracciando l’azzardo della creazione in musica.
Nei suoi récital o azioni musicali si viaggia ovattati o di contro afferrati da una verve compatta e di algida “ scientificità “. In diversi scenari e location sarà possibile udire e veder miscelare tali ingredienti per piattaforme di calibrata ed eterogenea magia.
Un’ellissi è custodita dentro ciascun nuovo o recente progetto, che contiene forse un segreto ma ugualmente un rigore.
Un lavoro che risulta costruito in modo tale da deviare il passo della facile aspettativa: non una riproposizione , ma invece un’ indagine.
Si intravede un sottile marchio di sfida nei riguardi di ogni blanda abitudine o statica presa di posizione in tema di accostamento e raccordo con il pubblico.
E così situati dentro un’area di sviluppo carica di spunti e scatti di riflessioni, delicatamente circondati da sorprese e “ gettiti “ concettuali, si potrà facilmente captare un originale e valido quid espressivo, da estrapolare e casomai trattenere.







Anna Laura Longo è pianista-performer e ricercatrice di indole pluridisciplinare, addentrata in indagini musicali stratificate e di carattere ampliato, che trovano interessanti congiunzioni con la scrittura poetica e drammaturgica e inoltre con le arti visive.
Diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Musica “O. Respighi” di Latina sotto la guida di A. Taglione, ha proseguito con un percorso triennale di Alto perfezionamento internazionale presso l’Arts Academy in Roma, con F. Di Cesare. Ha approfondito lo studio della musicologia e dell’etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e frequentato numerosi seminari e masterclass in riferimento alla musica da camera, al repertorio contemporaneo, alla didattica sperimentale e alle relazioni tra musica, gesto e movimento. Pluripremiata in concorsi di interpretazione pianistica di livello nazionale e internazionale, ha inciso come pianista solista il CD L’ombra della voce (TEM) con musiche di Andrea Amendola. Come interprete ha elaborato progetti incentrati su musiche di K.Stockhausen, S.Gubaidulina, H.Lachenmann. G.Kurtág E.Luthiens, A.Schoenberg, A.Berg, A.Webern, G.Ustvolskaya.
Nell’anno 2021 un corpus di sue originali investigazioni musicali è confluito nel volume intitolato Viaggio nell’entroterra [Moviment-azioni pianistiche], organizzato a mo’ di pamphlet, con resoconti diaristici relativi a percorsi pianistici nettamente sperimentali, sviluppati lungo un intero quinquennio. Con il precedente libro intitolato Apparati di suoni metodicamente cruciali (La città e le stelle – 2013) è risultata vincitrice del Premio internazionale Lago Gerundo, nella sezione saggistica e critica musicale. In riferimento a tale premio è stata intervistata su Radio Alma, con sede a Bruxelles, da Marilena Di Stasi. È in preparazione il volume Epicentri mobili/ Per un approccio dinamico- estensivo. Passa con disinvoltura dalla scrittura alle pratiche estemporanee, facendo uso di oggetti tratti dalla quotidianità o appositamente progettati per incrementare le azioni strumentali. Attualmente è al lavoro su una performance intitolata Studi sulla variegatezza delle durate, dove la dimensione temporale viene indagata sulla base di sottili intersecazioni tra linguaggi e codici espressivi, innescando dei forti vincoli con la tematica della percezione in senso lato.
Alcune delle principali esibizioni hanno avuto luogo a Losanna (Haute Ecole de Musique et Conservatoire), Friburgo (Centre Le Phenix), Roma (Museo degli strumenti musicali, Teatro Kairos, Museo Napoleonico, Accademia di Danimarca, Conservatorio S. Cecilia, Auditorium del Casc, Scatola sonora, Teatro Cantiere), Torino (Educatorio della Provvidenza), Monteleone di Spoleto (Teatro Comunale), Madrid (Auditorium de musica creativa). Ha avuto diverse collaborazioni in contesti teatrali e portato in pubblico sue musiche originali, spesso arricchite di particolari risvolti performativi, tra cui: Velamen, Un barlume ornato di coraggio ansante, Lunghi slanci pausati/ Infiltrazioni in un sogno fotosintetico, Per raschiare le rocce, Dentro fuochi ammutoliti da caotiche distanze.
Tali contributi, in forma di “innesti sonori”, sono rientrati anche all’interno di contesti espositivi. Ad esempio, in congiunzione con il brano Lembi di germinazione (accompagnato dal sottotitolo Evocazioni pianistiche), è stato realizzato un impianto installativo, che consta di un centinaio di calzari ottenuti da grandi quantitativi di pane combusto e disseminati nello spazio scenico messo volta per volta a disposizione, con particolare riferimento a popoli o interi gruppi sociali attraversati da calamità o guerre. L’installazione di tipo visivo porta il titolo Nelle zone di un invalicabile grano e permette di rapportarsi fisicamente con il criterio di impossibilità di attraversamento del suolo, mentre in contemporanea l’udito degli spettatori e delle spettatrici è convolto nell’ascolto vero e proprio del brano, proposto dal vivo oppure in forma pre-registrata.
Nel brano Lucida captazione di urla di mare è prevista – all’interno del pianoforte- un’incorporazione di neo-armature e asimmetrici colli-sculture, appositamente progettati. In Allegorie sonore vengono sfruttati diversi utensili, in primis coltelli, classificati e sistematizzati in base a caratteristiche estetiche e sonore peculiari, per produrre suoni inediti, unitamente a una manipolazione di corde. L’uso dell’utensile come ausilio per la produzione sonora pianistica, rientra in una progettualità specifica, collegata con un’ipotesi speculativa che tiene conto della realtà circostante, in particolare viene ad essere inclusa l’idea di “iper-quotidianità incalzante”. Il riflesso ambientale – e dunque l’apparato o ingranaggio di oggetti che lo caratterizzano – viene considerato un supporto (mnemonico e operativo) e un possibile congegno o dispositivo valido come affiancamento alla nozione di azione o pratica strumentale corrente.
Perno di libertà è il titolo di un progetto in fieri, che considera la mano pianistica come un fulcro per elaborare vicissitudini performative originali, sulla base di teorizzazioni composite.
Tra i principali récital e concerti- spettacolo come solista abbiamo inoltre:
- Sul potere di evocazione del suono
- Lo spazio sorge /Primo stadio di vicinanza /mistero. In questo particolare récital sono indagate le relazioni tra musica e architettura e sono esplicitati dei rimandi alla concezione dello spazio e alla dimensione dell’abitare (testi di A.Loos, C.Sachs, R. Koolhaas e musiche di A. Schoenberg, G.Ortíz, .E Luthiens, A L.Longo)
- Come un’ eco l’ indomani si apre è il titolo di un concerto-spettacolo che prevede testi di J.Cage e musiche di K.Stockhausen e S.Gubaidulina.
- Nel culto del numero si avvale di una duplice versione (la versione n.1 consta di musiche di J.S.Bach, L.Berio, A.Berg, K.Penderecki, la versione n.2 invece include musiche di J.S.Bach, J.Cage, A.Pärt, S.Reich).
- Anna Laura Longo ha anche sviluppato diversi Monologhi con apporti pianistici, dove gli interventi sono sia musicali sia vocali, sulla base di componimenti poetici o in prosa. Nel recente progetto intitolato Pianoforti eterocliti si ritrovano condensate diverse ipotesi di unificazione tra musica e arti. Ne fa parte l’azione pianistica basata su un canovaccio di sofisticate azioni e realizzazioni sonore e che porta il titolo L’apertura di uno scenario si arroventa nella plasticità degli enigmi, a cui si aggiunge il percorso visuale e pianistico Sfondi Udibili.
Con la Compagnia dei poeti (guidata da Marco Palladini) ha collaborato come voce recitante e come compositrice/interprete per lo spettacolo Pilade di P P.Pasolini. Proprio in questa circostanza sono sorte le prime idee per alcuni dei brani successivamente raccolti sotto il titolo Allegorie sonore.
Alcuni interessanti lavori si basano su un’elaborazione del silenzio in chiave performativa e gestuale. Ha portato in pubblico di W.A.Mozart il Concerto in do min. KV491 sotto la guida di Andrea Palmacci.
Tra i suoi ultimi lavori musicali abbiamo: Musiche striate e Musiche tubolari.