Verso una trasversalità dell’azione
Pianoforti eterocliti e scritture trasformiste
Installazione di Anna Laura Longo
L’installazione comprende uno o più pannelli configurati ed elaborati facendo ricorso a parti di pianoforti estrapolate da strumenti fatti oggetto di smontaggio e dissezione apposita. Su ciascun pannello campeggia una singola parola o dicitura poetica. A ciò si aggiunge la presenza di una registrazione audio ascoltabile in cuffia e relativa a un’elaborazione pianistica di tipo sperimentale.
Dimensioni per ogni singolo pannello:
190cm. X 150cm.
Anno di progettazione: 2021
Premessa
Il progetto è frutto di
un’operatività di carattere composito, che sfocia in indagini peculiari riguardanti le relazioni tra suono e strumento, scrittura e gestualità, spazio e corporeità, aspetti visuali e artistico-performativi. La sperimentazione in questo caso induce a progettare lavori con strumenti fatti oggetto di manipolazioni strutturali. In tal senso vengono realizzati dei dispositivi installativi innovativi, dove
i pianoforti vengono utilizzati come strumenti metaforici, assimilabili in toto a territori o a edifici veri e propri e dunque “drammatizzati”, attraverso l’inclusione di soluzioni audio di tipo
mutevole oppure mediante l’interpolazione di oggetti, pervenendo dunque a una progettazione artistico-visiva originale e personalizzata. L’interesse è rivolto verso una de-funzionalizzazione e conseguente ri-funzionalizzazione dello strumento stesso. In tal senso, il lavoro portato avanti è frutto di una teorizzazione apposita e di un approfondimento estetico peculiare che
culmina in pratiche realizzative di natura multiforme. Nel progetto installativo intitolato Verso una trasversalità dell’azione vengono portate alla ribalta delle procedure miste e per l’appunto ri-configurative, sulla base di ipotesi che contemplino legami profondi tra suoni, silenzi, elementi visivi, parole poetiche e ricerche spaziali in senso lato. Alla base delle ricerche più recenti si trova infatti il concetto di “estroversione dell’istante” e di “poeticità territoriale”. Quest’ultima si riferisce sia all’ambiente volta per volta esplorato, sia al territorio-strumento. Il criterio di de-costruzione anima agilmente i percorsi, conducendo con spigliatezza verso soluzioni ri-generative, avendo come fonte di
ispirazione proprio il concetto di “rigenerazione cellulare”. Questo concetto ha trovato
applicazione anche nel progetto intitolato Asimmetrie Leali, comprendente un’installazione con elaborazioni pianistiche presentata in occasione di RAW Rome Art Week (edizione 2025).
Lo spazio sorge / Primo stadio di vicinanza-mistero è il titolo dato, invece, a un precedente
récital, dove venivano già indagate sottilmente le relazioni tra performance musicale e
architettura, dando un risalto precipuo alla concezione dello spazio.
La riflessione e la messa in opera delle Scritture trasformiste conducono sostanzialmente verso una riflessione riguardante il criterio di “animazione interna”. Essa, da una parte, può riguardare
lo strumento musicale ma, più estesamente, tale animazione siamo invitati e invitate a
produrla e a determinarla in numerosi altri aspetti del nostro vivere, ad esempio nelle nostre relazioni, nelle vicende umane, nelle prassi lavorative e in molto altro ancora. Nell’ambito del tema ampio della conoscenza quello che risulta interessante è che possa esserci dunque una de-costruzione – o proficua alterazione- dei nessi abituali per una sostanziale apertura verso una pluralità di scelte e sguardi. La smaterializzazione e lo scardinamento della tastiera inducono pertanto ad abbandonare una concezione di fissità. Questo è il messaggio principale che va ad animare l’impianto nel suo insieme.

Intenti basilari
Le Scritture trasformiste che compongono l’installazione intitolata Verso una trasversalità dell’azione vengono concepite come pratiche fertili di libertà. La libertà a cui ci si riferisce è
essenzialmente una libertà di stampo espressivo. La vigilanza e l’imprevedibilità sono poste a diretto confronto. L’intento è quello di creare un felice connubio in direzione di esperienze composite di coinvolgimento e, al contempo, di sconfinamento. Gli strumenti volta per volta sono fatti oggetto di manipolazioni strutturali e, in particolare, viene a crearsi una destrutturazione parziale della tastiera. È proprio l’ambiente-tastiera ad esser visto come oggetto di indagine, presentandosi come una sorta di fatto territoriale circoscritto, in grado di
creare una vicenda che abbia conseguenze vistose di tipo propriamente estetico. La parola
“operazione” ben si addice a questo tipo di lavoro, in quanto richiama alla memoria una sorta di atto chirurgico.
Perentorietà del gesto e valorizzazione della fisicità del tasto
Si ritrova alla base del percorso un uso intenzionalmente divergente dello strumento (il pianoforte nella fattispecie), sia dal punto di vista della teorizzazione, sia dal punto di vista della messa in forma e della prassi vera e propria. L’impegno è diretto anzitutto verso una valorizzazione della fisicità del tasto: un tasto che viene ad esser visto come un fatto a sé stante, dunque osservato, prelevato, estrapolato e agito nella sua interezza e tipicità. Esso viene fattivamente allontanato dal suo alloggiamento e c’è dunque la possibilità di indagarlo nella sua complessità e feconda (o intrigante) anomalia, soprattutto rispetto all’uso più abituale. I tasti prelevati e sottratti alla tastiera, poi opportunamente disposti e fissati su pannelli di grande formato, conducono in direzione di una creazione di parole, che risultano essere emblematiche e determinanti.
Trattasi di diciture poetiche che rimandano alla perentorietà del gesto musicale, ma anche alla perentorietà del gesto o atto scrittorio. Di qui il sottotitolo Pianoforti eterocliti e scritture
trasformiste. Con flessibilità il gesto pianistico si trasforma da musicale in trans-musicale. Il
percorso può essere visto, tuttavia, anche come una pratica di tipo meditativo-silente. Di
seguito alcune delle parole messe in forma e inserite nei pannelli da esporre: Mutazione del
gesto, Modellazione, Sradicamento, Catarsi, Nuovi Adempimenti, Virulenza degli Immaginari. Il
tentativo è, pur sempre, quello di accendere quel sottile mistero che può appartenere al far
musica e al fare arte più in generale.